Vita

 

 

 

Ad Efeso: La tradizione ci dice che è nato attorno all'anno 280 ad Efeso (la città dove ha predicato S.Paolo e dove hanno dimorato S.Giovanni Evangelista e la Vergine Maria), da genitori benestanti, molto saggi, cristiani ferventi, che gli diedero una solida educazione. Quando aveva da poco superato l'infanzia, i suoi genitori furono uccisi dagli appartenenti alla setta dei Manichei. Gaudenzio rimasto solo, vendette i suoi beni e decise di andare a Roma (tra il 294 e 295), dove incontrò il santo prete Giustino che lo avviò al Battesimo.
A Roma: Il giovane Gaudenzio si distingueva nella vita cristiana e nella capacità di avviare altri alla fede. A quel  tempo, in Roma, Papi,  con i quali Gaudenzio entrò in contatto,si succedevano con estrema rapidità; infatti tra il 296 e il 313 nelle ricorrenti persecuzioni subirono il martirio: Caio, Marcello, Marcellino, Eusebio (dal quale, Gaudenzio ricevette il Diaconato) e Melchiade.
Sacerdote: Finalmente (nel 313) potè coronare l'ardente desiderio di ricevere l'Ordinazione sacerdotale, che gli fu conferita dal Papa Silvestro che, per la sua intelligenza, dottrina e prudenza, lo tenne al suo servizio. Intanto stava sorgendo un'altra eresia ad opera del prete Ario, che negava la divinità di Gesù Cristo. Alla morte del Papa Silvestro, il prete Gaudenzio si ritirò nella solitudine e nella preghiera. Dietro invito del Papa S.Giulio I, liberò un uomo posseduto da un demonio. Gaudenzio godeva la stima e la fiducia di tutti.Nominato Vescovo di Rimini. In quel tempo, essendo morto il Vescovo di Rimini, fedele al Papa, la setta degli ariani voleva che fosse eletto uno di loro; ma i rappresentanti della Chiesa riminese chiesero al Papa che inviasse un nuovo Vescovo, capace di fronteggiare l'eresia che stava prendendo campo. Giulio I chiese a Gaudenzio di andare; lo coìsacrò Vescovo e lo nominò suo speciale Legato (Fiduciario) per la lotta agli eretici. Gaudenzio, obbediente, si incamminò verso Rimini, insieme agli ambasciatori riminesi.
Viaggio verso Rimini: Lungo il cammino, predicava, guariva, convertiva alla fede cristiana. Una tradizione, che non è possibile documentare, racconta che avrebbe cambiato in vino l'acqua del fiume Misa, per dissetare e rafforzare i suoi compagni di viaggio.
Apostolato a Rimini: Finalmente arriva a Rimini, accolto dai fedeli e osteggiato dagli ariani. La sua opera di Vescovo si diresse subito alla conversione di coloro che erano caduti vittime dell'eresia ariana, edificò varie chiese, mandò sacerdoti ben formati, che sapessero difendere i fedeli dall'eresia. La fama di santità del vescovo Gaudenzio cresceva continuamente e giunse fino a Roma, tanto che gli mandarono la giovane nipote di Eusìtica (che lo aveva ospitato al suo arrivo a Roma) perchè la liberasse da una possessione diabolica. Così la fama della santità giunse anche al Papa Liberio, che era succeduto a Giulio I. Gli eretici, però, non desistevano, anzi erano sostenuti dalle autorità civili e militari (il Console e il Prefetto) della città, che mettevano in atto tutte le astuzie, le lusinghe, le corruzioni per allontanare i fedeli della vera fede. Il Papa Liberio, per contrastare l'eresia ariana dovette convocare un concilio, a Rimini, per esaminare di nuovo e di nuovo condannare l'arianesimo. Ma neanche questo fece calmare gli oppositori, che, anzi, riuscirono a tirare dalla loro parte il prete Marciano. Gaudenzio, dopo averlo richiamato, ammonito e minacciato, lo dichiarò scomunicato e lo fece cacciare dalla città.
Martirio: Tutto fu tentato contro il Vescovo Gaudenzio: calunia, diffamazione, minacce, disturbo delle celebrazioni, fino ad assalirlo proprio durante la celebrazione della S.Messa, guidati dal Prefetto (che cadde a terra, come strangolato da una mano invisibile) e dal console, che cercò di profanare l'Ostia santa, ma morì vomitando anche i suoi intestini. Gli ariani non si arresero. Di notte mentre Gaudenzio pregava, lo presero, lo insultarono, lo condussero fuori della città e lo ucciserò a colpi di pietre e bastoni. Il santo Vescovo morì, perdonando i suoi carnefici. Era il 14 ottobre dell'anno 360.
Reliquie nascoste e dimenticate: Quegli assassini, volendo nascondere il loro crimine, per timore del popolo che amava il suo Vescovo, gettarono il suo corpo in uno stagno, dove rimase fino a che, secondo una tradizione, non giunse a Rimini una donna di Cesarea, cieca dalla nascita di nome Abortina, alla quale una visione aveva detto che avrebbe riacquistato la vista solo se fosse andata a Rimini per indicare ai fedeli il luogo dove era stato sepolto il loro santo vescovo Gaudenzio.
Ritrovamento delle Reliquie: Giunta a Rimini (era l'anno 430) si fece portare sulle sponde dello stagno, le acque si ritirarono e lasciarono scoperto un tratto del fondo. Un soave profumo emanava e i riminesi, finalmente trovarono le Reliquie del loro Vescovo santo e martire e Abortina ottenne la luce degli occhi. Le Reliquie furono collocate in una chiesa per la venerazione dei fedeli. Erano passati 70 anni dal suo martirio.
Reliquie a Senigallia : Ma nel 590, la Regina dei Longobardi Teodolinda, non ritenendo più sicure le Reliquie a causa delle scorrerie dei Barbari, decise di farle trasportare a Senigallia, le fece porre in un sarcofago (conservato ancora nella Cattedrale di Senigallia), fece costruire una chiesa vicino a Senigallia (anche oggi la località si chiama "Strada di S.Gaudenzio" e si trova tra Borgo Bicchia e Borgo Passera). Anche questa Chiesa per l'abbandono e l'incuria, andò in rovina e il sarcofago giaceva ormai abbandonato tra i ruderi.
Reliquie portate a Ostra: E' a questo punto che interviene un Capitano ostrense della famiglia Bergamini, che prende le Reliquie del Santo (siamo in un anno imprecisato tra il 1300 ed il 1400), le porta a Montalboddo, le deposita nella Chiesa della Comunità, S. Francesco (il sarcofago rimane a Senigallia ed è tutt'ora conservato nella sacrestia della Cattedrale). I Bodiesi accolgono le sacre Reliquie ed iniziano a venerare S. Gaudenzio, lo eleggono loro celeste Patrono, gli dedicano una magnifica Cappella votiva e depongono le sacre Reliquie in un nuovo prezioso sarcofago (3 agosto 1594), che anche oggi contiene le Ossa del Santo (ad eccezione della Testa, che si trova a Rimini).
Per questo ad Ostra, ogni anno il 14 ottobre si celebra la festa in onore di S. Gaudenzio martire.