La nuova immagine di San Gaudenzio

 

 

 

Parere delle Commissioni Diocesane per la Liturgia e per l'Arte Sacra :
Per poter eseguire una "nuova" Immagine sacra da esporre al culto (tela o statua) occorre: pensare il soggetto e farne una elaborazione grafica che mostri l'impostazione del "tema", le figure, i simboli e tutto quanto verrà raffigurato; scegliere l'artista al quale si intende affidare, conoscere il compenso richiesto, trovare la copertura. sottoporre gli elaborati al Vescovo che è coadiuvato dalla Commissione per la Liturgia e da quella per l'Arte sacra. Soltanto dopo l'approvazione si può passare alla fase esecutiva... Per questo il Parroco ha presentato il "bozzetto" (elaborato al computer dallo studio fotografico Ubaldi, partendo da immagini già esistenti) che doveva servire solo per dare l'idea globale. L'artista, poi, resta libero di creare una "nuova" immagine, rispettando solo l'impostazione generale, i simboli. Un grazie allo Studio Ubaldi anche per tutto il lavoro svolto nella realizzazione della documentazione fotografica delle opere d'arte custodite nelle chiese. Così il 20 gennaio 2000, la Diocesi ha dato parere favorevole alla realizzazione della "nuova Immagine" di S. Gaudenzio e il Parroco, sentiti i pareri del Consiglio Pastorale e del Consiglio per gli Affari Economici su tutto il programma dei Festeggiamenti, ha potuto conferire l'incarico per la nuova immagine.


Incarico per la nuova Immagine :
30 gennaio 2000


Al Prof. Piergiovanni Antici

Carissimo,
con questa mia lettera, dopo i colloqui personali intercorsi, intendo affidarti ufficialmente l'incarico di dipingere la "nuova Immagine" di S. Gaudenzio, Patrono di Ostra. Conoscendo le tue capacità, la tua sensibilità e soprattutto la tua abilità nel rendere "vivi" i soggetti che dipingi (ricordo la Madonna del Vallato da te dipinta nel 1985 per Castellone di Suasa), ho ritenuto opportuno chiedere a te di affrontare questa "fatica".Con questa ed altre iniziative, d'accordo con i Consigli Pastorale e per gli Affari Economici, intendo dare un impulso forte alla devozione verso il nostro celeste Patrono. Visitando le Famiglie della Parrocchia ho notato che tra le immagini esposte nelle abitazioni manca quella del Patrono: questo non è dovuto, certamente, alla negligenza ma al fatto che nessuno dei dipinti esistenti è "riproducibile" o perchè deteriorato o perchè il Santo non è mai rappresentato da solo, in posizione centrale e rivolto a chi lo invoca; infatti nella tela del Bellini (nella cappella di S. Gaudenzio in S. Francesco) è rappresentato inginocchiato e rivolto alla Vergine Maria; nel quadro del Ramazzani (in fondo a S. Francesco) è di "spalle" e rivolto verso il Crocifisso. E neanche l'immagine dipinta dal Cattani in S. Croce (Cappella del SS.mo) è proponibile per la venerazione. Inoltre nessuna di queste Immagini è stata capace di imporsi alla considerazione e alla venerazione della gente tanto che, chiedendo a moltissime persone: "Ha in mente una immagine di San Gaudenzio?", tutti rispondono negativamente. Per questo ritengo giusto "dare un volto" a San Gaudenzio, facendo dipingere una Immagine che entri in tutte le famiglie e nella memoria di tutti come l'Immagine del Santo Patrono. Penso anche che non occorra far riferimento a quelle già esistenti, in quanto, essendo state tutte dipinte più di mille anni dopo la morte del Santo, nessuna lo ritrae nella sua vera fisionomia (come del resto si è verificato per tutti i santi antichi). Ti chiedo perciò una tela con la sola figura di San Gaudenzio, rivolto a chi lo invoca. Gradirei che ai suoi piedi, fosse raffigurata la città di Ostra come è oggi, per "situare" la devozione al Santo nell'oggi della nostra storia. Il volto dovrà essere sereno, paterno e invitante alla preghiera, la mano benedicente. Questa diverrà l'Immagine ufficiale che verrà riprodotta sulle "immaginette" da distribuire e, in immagini più grandi, da consegnare alle Famiglie di Ostra ed anche agli Ostrensi residenti fuori Ostra. Verranno inviate anche a Rimini, Ovada e dovunque ne facciano richiesta. In "corso d'opera" potremo precisare meglio i diversi significati e simboli. Questa Immagine verrà collocata in S. Croce, al centro della "Cappellina" dove si trova S. Maria Goretti (che troverà posto sulla parete di destra della stessa Cappellina, mentre sulla parete di sinistra sarà posta in venerazione l'immagine del Beato Pio IX). La tela avrà le seguenti dimensioni: cm 190 x 104 e il lato superiore sarà a semicerchio. In attesa di ammirare la tua opera, ti ringrazio per aver accettato l'incarico, ti auguro "buon lavoro" e ti saluto cordialmente!

l'Arciprete e Priore
Umberto Gasparini sac.


La "nuova" Immagine di San Gaudenzio
Commento di Mons. Angelo Mencucci Pres. Comm. Dioc. Arte Sacra.


L'iconografia di S. Gaudenzio si è arricchita di una nuova Immagine (consegnata al Parroco il 10 agosto 2001) che, ne siamo convinti, entrerà nella mente di tutti noi Ostrensi come l'immagine che più di tutte ci aiuterà ad invocare il nostro celeste Parono, affidando a lui le nostre preghiere e richieste, perchè le presenti al Signore. Il dipinto è stato eseguito dal nostro concittadino Piergiovanni Antici, un autentico artista che, pur non rinunciando all'impostazione classica, si qualifica per la modernità del linguaggio cromatico e dello stile figurativo. Vivace e delicato nei colori, teologico nei simboli e nell'impostazione, San Gaudenzio vi è rappresentato nei paramenti ed insegne episcopali: mitria, piviale e stola, croce pettorale e il pastorale nella mano sinistra. Ma ciò che si impone all'attenzione dell'osservatore sono: il volto sereno, amabile e benevolmente rivolto verso chi lo guarda e lo invoca, lo sguardo dolce, accogliente e rassicurante, gli occhi luminosi che si posano paternamente su chi gli sta di fronte ed invitano alla preghiera, la mano destra alzata e benedicente sulla "sua" Città che si stende ai suoi piedi (Ostra 2000) con la sua gente, il paesaggio, i campanili, le torri, il municipio, le case, i campi fertili e, in primo piano, il Santuario Diocesano della Madonna della Rosa. Un dipinto che, con linguaggio pittorico, commenta mirabilmente il Prefazio della Liturgia dei Santi: "Nei tuoi Santi, Signore, risplende la tua gloria; nella loro vita ci offri un esempio, nella loro protezione un aiuto; confortati dalla loro testimonianza affrontiamo il buon combattimento della fede per condividere, al di là della morte, la stessa corona di gloria".


Commento critico della Dott.ssa Lara Cicetti critico d'arte (Bergamo)


"La richiesta del committente (il Parroco) si rivela precisa nel fornire dettagli sulla rappresentazione del Santo Patrono,particolari motivati da un sincero interesse divulgativo finalizzato alla devozione degli Ostrensi. Piergiovanni Antici raffigura sulla tela i particolari che contraddistinguono il santo e quindi, la sua storia, il suo martirio, con lo stile che da sempre segna il suo fare pittorico, che predilige la cura dei volti, dei gesti e la caratterizzazione psicologica del soggetto. S. Gaudenzio ci appare con le insegne della mitra, del pastorale e degli abiti pontificali, in atto benedicente circondato da angeli, che da un lato dispensano grazie e dall'altro ricordano il martirio del santo, con la simbolica palma e con lo sguardo estasiato. La composizione si concentra maggiormente sulla figura del santo, sulla sua espressione estemamente dolce, ma anche forte, che rivela la volontà della fede. L'atmosfera attorno al santo è rarefatta, trascendente, così come i suoi abiti; la realtà della storia, del personaggio, evidente nel volto, quello di un saggio e nelle mani, così concrete, si fa spiritualità nelle vesti, nella definizione del corpo, il quale si fonde con l'aria sospesa del cielo. Di particolare cura è la definizione cromatica, così attenta negli elementi del volto e delle mani ma sempre più assorbita dalla dimensione della astrazione nella descrizione delle vesti, della stola e del piviale. Qui dominano l'oro e l'azzurro. Lo sfondo riprende questi colori, in un degradare senza soluzione di continuità, ma ne perde il nitore per rifugiarsi in una dimensione spirituale inafferrabile, più evidente nell'accendersi di una luminosità intensa, simbolo della santità del soggetto rappresentato. Nel complesso l'opera denota una sensibile armonia compositiva, che richiama in maniera evidente le rappresentazioni sacre della tradizione artistica, un equilibrio sottolineato dalle diagonali costituite dalla mitra, dal pastorale e dalla posizione degli angeli, che prolungano linee immaginarie all'interno del dipinto, le quali confluiscono nell'asse centrale costituito dal corpo del santo. Intorno alla figura è costruita, quindi, tutta la composizione pittorica, sia a livello grafico che a livello cromatico-luminoso. Nella parte inferiore del dipinto, la rappresentazione della città di Ostra è di una precisione fotografica quasi a voler ritrarre e puntualizzare quel caratteristico panorama che distingue la bella cittadina in provincia di Ancona: le colline, i campanili delle chiese, anche fuori città, il centro storico, la vegetazione e l'inconfondibile paesaggio agricolo marchigiano, i suoi colori, così realistici, quelli del mattone, del campo coltivato, del verde degli alberi che si staglia nelle strade di campagna. La realizzazione, apparentemente così tradizionale, di un soggetto sacro, diviene dunque re-interpretazione dello stesso soggetto, in cui la dimensione spirituale dell'uomo può ancora fondersi con la vita e la realtà quotidiana, anche in un'epoca, quella odierna, dominata dal materialismo. E' questo in fondo il messaggio che scaturisce dall'opera e queste intenzioni sono evidenti nella richiesta del committente; la stessa collocazione in Santa Croce, renderà di certo l'immagine nota e conosciuta agli abitanti di Ostra fino a rappresentarne, probabilmente, uno dei simboli della vita religiosa".